Ha così esordito il dottor Claudio Di Renzo del Servizio di Educazione ai diritti umani di Amnesty International, servizio dedicato a scuole e associazioni attraverso incontri e iniziative con studenti, insegnanti ed educatori.
L’incontro svoltosi in Aula Magna mercoledì 20 maggio con gli studenti delle classi 4A e 4C delle Scienze Umane, ha tematizzato la Dichiarazione dei diritti umani (DUDU) del 10 dicembre 1948 deliberata dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite al fine di proteggere le libertà fondamentali dopo gli orrori della Seconda Guerra Mondiale.
La DUDU si articola in 30 articoli che seguono quattro matrici fondamentali: dignità, libertà, uguaglianza e fratellanza.
Sollecitato dalle domande degli studenti, De Renzo ha puntualizzato che non tutti i Paesi registrano o comunicano i dati riguardanti le violazioni dei diritti umani. Ciò rende difficoltoso conoscere le situazioni reali e aiutare chi vive situazioni di ingiustizia. In alcuni Stati, infatti, i governi cercano di nascondere situazioni gravi e lesive dei diritti umani, in altri manca o scarseggia la libertà di stampa.
La seconda parte dell’incontro è stata dedicata alla Convenzione ONU sui Diritti dell'Infanzia e dell’Adolescenza composta da 54 articoli. Il dibattito si è concentrato, in particolare, su due articoli: il diritto alla libertà di espressione e il diritto all’istruzione.
Ma il diritto che ha catturato maggiormente l’attenzione degli studenti è stato il diritto ad avere un nome e un’identità, giacché ogni bambino deve essere riconosciuto fin dalla nascita.
Avere un nome significa poter esistere davanti alla legge ed essere protetti. Senza documenti o registrazioni molti bambini rischiano di non poter andare a scuola, ricevere cure mediche o avere una nazionalità.
I diritti dell’infanzia sono così importanti che quasi tutti gli Stati del mondo hanno approvato la Convenzione. La ratifica della stessa ha avuto un’unica eccezione: gli Stati Uniti d’America che, preferisce agire in autonomia.
La Convenzione afferma che ogni bambino ha diritto ad avere una famiglia, un’istruzione, delle cure mediche, ad essere protetto dalla violenza e dalla sfruttamento. Inoltre, i bambini hanno anche diritto al gioco e al tempo libero, perché giocare (e ce lo insegna la pedagogia) è fondamentale per crescere in equilibrio, socializzare ed essere felici.
Oggi, però, molti bambini vivono in povertà, afflitti dalle guerre, altri sono costretti a lavorare o non possono andare a scuola e vivere serenamente la loro infanzia.
di seguito alcune immagini dell'evento


