Enciclopedia delle donne è un titanico progetto editoriale e di ricerca, iniziato nel 2010, che
ad oggi annovera oltre duemila profili di donne e circa cinquecento autori. Il progetto, poi,
dal 2015 si è ulteriormente arricchito con la nascita di una propria casa editrice molto
posizionata sulla cultura di genere, sempre con la finalità di restituire visibilità alle donne
trascurate e dimenticata dalla storiografia ufficiale.
Citando le enciclopedie tradizionali, la Di Fazio ha ricordato, per esempio, come le scrittrici
dell’Ottocento trovassero posto in esse solo in un unico capitolo, trattate come se fossero
delle eccezioni.
L' Enciclopedia, però, non raccoglie solo storie di ;campionesse o donne illustri, ma anche
di donne comuni che hanno fatto la storia senza finire sui libri, come le balie, coloro cioè
che allevavano i figli delle altre, spesso avendone già di propri. Oppure come le tantissime
donne che, dopo la Legge Casati del 1859 sull'obbligo scolastico, iniziarono a insegnare
nei piccoli paesi, spesso sedi disagiate dell’Italia: si trattava di un lavoro fondamentale per
la crescita dell’Italia post-unitaria che veniva, però, “lasciato” alle donne solo perché
rifiutato dagli uomini in quanto poco retribuito.
Uno dei temi più discussi con gli studenti è stato quello legato agli stereotipi di genere,
stereotipi che l'Enciclopedia si impegna ad eliminare dal proprio progetto Le relatrici hanno
spiegato bene come diffidare della parola eccezionale. Dire che una donna è stata la
prima a fare qualcosa o che è un';eccezione, a volte, serve solo a confermare l'idea che sia
l'unica. Ma non è così: se si studia e si cerca a fondo, si scopre che le donne ci sono
sempre state e hanno sempre lavorato.
Durante l'incontro sono state presentate le biografie di alcune donne STEM, accomunate
dalla passione per le scienze, ma soprattutto mosse dal desiderio di costruire un futuro al
femminile al di là dei limiti imposti dalla società del loro tempo.
Émilie du Châtelet (1706-1749): nata a Parigi in un ambiente privilegiato. Padre “illuminato”
che le permise di studiare alla pari dei suoi quattro fratelli. Consapevole dell'ignoranza
forzata in cui vivevano le donne dell'epoca, lottò per l'uguaglianza dei diritti all'istruzione. Da
sola tradusse in francese i Principia di Newton dal latino, un contributo immenso per la
scienza.
Gaetana Agnesi (1718-1799): milanese, figlia di ricchi commercianti di seta e bambina
prodigio capace di parlare sette lingue. Avrebbe voluto farsi suora, ma il padre la spingeva
nei salotti intellettuali. Fece un patto con il padre nel quale accettava la decisione paterna di
preservarla dalla vita religiosa, ma di fatti gli imponeva il suo rifiuto di partecipare alla vita
mondana. Gaetana si dedicò alla matematica, scrivendo un trattato importantissimo che
riassumeva tutta la matematica del Settecento. Terminò la sua vita dedicandosi totalmente
all';assistenza dei malati e degli anziani in Via della Signora a Milano.
Infine, Laura Conti (1921-1993): partigiana nella Resistenza e prigioniera nel campo di
concentramento di Bolzano, laureata in medicina e studiosa dei sistemi dello Stato Sociale,
tanto da lavorare anche all';INPS. Già negli anni Sessanta studiava il surriscaldamento
globale e, quando nel 1976 ci fu il disastro di Seveso con diffusione della diossina, fu la
prima a fare un'analisi scientifica e critica durissima. È considerata una delle anime di
Legambiente e del movimento ambientalista italiano, oltre ad aver scritto molti romanzi. Un
particolare: Laura Conti, abitò in prossimità dell’Istituto Pasolini.
L';incontro si è concluso con una riflessione della Di Fazio: . Noi studiamo la storia delle
guerre, non la storia della pace;. Pertanto, a dispetto dei manuali scolastici, le relatrici
hanno consigliato la lettura di alcuni volumi, alcuni regalati al nostro Istituto, editi da
Enciclopedia delle donne, tra cui Riot Days. Una prigioniera politica nella Russia di Putin di
Marja Aljokhina, il testo di Roberta Cairoli, Roberta Fossati, Debora Migliucci, Vogliamo
vivere!I Gruppi di difesa della donna a Milano, 1943-45, il volume dedicato alla memoria di
Licia Pinelli dopo la strage di Piazza Fontana e, Madre natura, dedicato al mondo
dell’antica Grecia.
L'incontro con l'Enciclopedia delle donne restituisce un insegnamento profondo: le donne
nella storia non sono mai state un'eccezione, ma una presenza costante e fondamentale
per il bene dell’umanità. Imparare a vederle significa, finalmente, smettere di guardare il
mondo con un occhio solo.


